“Il tappetino diventa la metafora della vita, e ogni gesto, ogni pasto, ogni respiro, visto con gli occhi amorevoli dell’Ayurveda, diventa un atto di amore per me stessa”.

Silvia Poggiaspalla

Chi sono?

Per me non è mai stato facile rispondere a questa domanda. Ma cercherò di raccontarti qualcosa di me…

Mi chiamo Silvia e nasco nel 1981 in un piccolo paesino nelle Marche.
Da una bimba curiosa e silenziosa divento un’adolescente ribelle. Scalpito, cerco indipendenza e libertà.

Brucio le tappe.

A 22 anni ho un figlio, un agriturismo, un mutuo e una Laurea in lettere e filosofia in sospeso.

Riesco a laurearmi mentre sparecchio i tavoli e cerco un lavoro serio: lo trovo. In ufficio duro poco più di un mese.

Non so cosa voglio, non so cosa fare della mia vita.

La mia passione è l’animo umano, il mistero che ci avvolge.

Nella mi testa affiorano sempre le stesse domande: Chi sono? Da dove vengo? Cosa ci faccio qui?

La vita si ferma. Il mio corpo, a cui avevo prestato troppa poca attenzione, chiede il conto. A 26 anni due ernie al disco mi paralizzano a letto per mesi. Il messaggio arriva forte e chiaro: ora so che devo prendermi cura di me.

Incontro lo Yoga. La pratica mi cura tutta. La schiena, e non solo. Pratico e pratico ancora. Lì, sul tappetino, sento qualcosa. Sento me stessa. Ci torno più spesso che posso. Voglio conoscermi. 

La chiamata dello Yoga è forte. Vado in India. Voglio andare alle origini. L’india mi accoglie come una madre amorevole. Lei fa così, o ti sputa fuori o ti abbraccia. È amore puro.

L’anno dopo ci ritorno. L’unico modo per studiare a fondo è fare un percorso per insegnanti. Un mese e mezzo di puro Yoga, tutto il giorno. Faticoso e rivelatore.

Come in ogni viaggio che si rispetti mi innamoro di nuovo. Incontro l’Ayurveda e con lei la mia costituzione ayurvedica; mi si apre un mondo.

Scopro che vicino a casa mia c’è un Ashram Indiano con un mastro indiano che insegna Ayurveda. Un segno del destino. Studio per tre anni all’ashram, innamorandomi ancora e ancora e diventando così operatrice ayurvedica.

L’Ayurveda mi cambia, in ogni aspetto della vita in modo dolce e graduale, e cambia anche la mia pratica che si fa più profonda e completa.

Nel 2020 la pandemia cambia il nostro modo di vivere e io mi arrabatto con la tecnologia per poter condividere lo Yoga, anche online.

A marzo 2021 Silli Yoga Shala diventa realtà. Un luogo di fioritura personale in cui posso condividere con voi questo immenso amore per le discipline antiche. Ad oggi ha già ospitato centinaia di anime in cammino.

Volevo creare un luogo in cui potersi innamorare. A detta dei miei allievi, ci sono riuscita.

insegnante preparata, appassionata e coinvolgente

Silvia mi ha condotta per mano attraverso un viaggio lento alla scoperta dello yoga e della filosofia yogica. Il respiro, l’essere nel qui ed ora, l’ascolto del corpo sono tappe del percorso che continuo a fare accompagnata da Silvia, insegnante preparata, appassionata e coinvolgente. Dopo anni di lezioni con lei posso dire che praticare insieme […]

Valentina Pierucci

Le lezioni di Silvia hanno una struttura coerente

Se una persona come me, settantenne, che vive a Roma, che pratica yoga da vari anni segue le lezioni di Silvia on line ci sarà una buona ragione! E la buona ragione è la qualità di queste lezioni. Vi trovo un mondo: la tecnica, la teoria, la conoscenza del corpo, la progressività dell’apprendimento. Le lezioni […]

Luciana Scarcia

una persona eccezionale sempre disponibile gentile ed attenta

Ho iniziato tre anni fa a praticare yoga con Silvia ed era proprio il percorso che cercavo non solo pratica ma anche teoria per capire dove sto andando.Ma soprattutto ho conosciuto una persona eccezionale sempre disponibile gentile ed attenta a ciascuno di noi grazie Silvia.

Antonella Brunetti

spiega e trasmette concetti di culture a noi lontane con chiarezza

Finalmente dopo tanto tempo da autodidatta o approcci con persone poco empatiche Silvia ha segnato la svolta per entrare nel sentimento di questa filosofia di vita. Silvia è infatti dotata di questa grande qualità: arriva al cuore e alla mente di chi l’ascolta; spiega e trasmette concetti di culture a noi lontane con chiarezza e […]

Roberta Gennari

La sua guida attenta, appassionata, entusiasta

Speciale …Silvia è, prima di tutto una persona speciale, empatica, amabile e preparatissima. Tutto questo si riverbera nel suo essere un insegnante di yoga. La sua guida attenta, appassionata, entusiasta permette di avvicinarsi a questa pratica senza mai sentirsi in difficoltà, non all’altezza, inadeguati ma imparando a vivere lo yoga come una esperienza consapevole e […]

Barbara Bosca

riesce ad aprirti un mondo davanti agli occhi

Ormai sono due anni che pratico con Silvia on line. Ho partecipato anche in presenza, nei vari posti dove lei insegna e sicuramente l’energia che emana arriva dritta al cuore. Silvia è, oltre che la mia insegnante di yoga preferita, una guida, un’amica, un sostegno, uno stimolo, un esempio… la casa dove tornare a ricaricarsi […]

Michela Braccioni

senza sforzo, mi sta cambiando con grande giovamento

Si dice sempre che quando si fa una cosa con passione e amore è inevitabile trasmettere questo trasporto agli altri. E mai come con Silvia ho trovato così concreta questa verità. Inizi con lo yoga per muoverti un pò o perché ti fa male la schiena e finisci con l’appassionarti ad un mondo per effetto […]

Laura Romagnoli

La sua pratica mi aiuta a ritrovare la vera me stessa

Praticare con Silvia è stata una scoperta per me. La sua pratica mi aiuta a ritrovare la vera me stessa anche nelle giornate più difficili, mi dona la forza della serenità. Silvia è una presenza rassicurante, vera, ispiratrice e la sua pratica è incentrata sul vero senso dello yoga. In un mondo che va veloce […]

Simona Domini

Ha una capacità di comunicazione innata

Ho iniziato yoga per caso, per fare qualcosa di diverso e mi si è aperto un mondo completamente nuovo e affascinante. Sto seguendo Silly fin dai suoi primi esordi di insegnante yoga. È davvero professionale, preparata, sempre immersa negli studi per approfondire la sua conoscenza e trasmetterla con entusiasmo ai suoi allievi. Ha una capacità […]

Anita Albrtucci

un arricchimento per corpo, mente e spirito

Potrei riassumere il mio apprezzamento semplicemente dicendo che è l’unica insegnante ad avermi convinto a srotolare il tappetino tutti i giorni. Ogni lezione, ogni meditazione, ogni approfondimento, trasmettono molta cura e molto amore. In poche parole sono un arricchimento per corpo, mente e spirito. Grazie Maestra!

Irene Taccangi

si è totalmente connesse

Ho trovato in Silvia un modo di fare nell’insegnante che di solito riesci a captare solo di persona. Praticando con lei ho capito che avrebbe potuto aiutarmi nel mio percorso di crescita personale e Silvia nonostante non ci fossimo mai incontrate personalmente, mi ha dedicato del tempo e mi ha avvicinata all’Ayurveda, mi ha letta […]

Rachele Boselli

riesce a trasmettere tutto con grande passione

Mi sono avvicinata allo yoga per problemi alla schiena e un periodo di forte stress, ma è grazie a Silvia che ho scoperto questo meraviglioso mondo e insieme all’Ayurveda sta diventando il mio stile di vita. Praticare con lei è ogni volta speciale, è una persona solare, positiva, riesce a trasmettere tutto con grande passione, […]

Marica Baldarelli

Grazie a lei ho cominciato a praticare quotidianamente

Pratico con Silvia dal 2019. Ho trovato in lei una persona che ama molto lo yoga nella sua essenza e che è immersa nello studio di questa meravigliosa pratica. Inoltre mi ha fatto scoprire l’importante relazione con l’ayurveda. Grazie a lei ho cominciato a praticare quotidianamente ogni mattina prima di andare al lavoro scoprendo come […]

Silvia Pierpaoli

Con lei non si fanno posizioni ma si danza al proprio ritmo

Pratico yoga con Silvia dal 2018. È una persona prima che un insegnante. Con lei ti senti in cammino al fianco mai indietro e mai avanti. È una studiosa, una persona appassionata e con lei ho incontrato lo Yoga ovvero: la gentilezza, la fiducia, la pratica costante, la curiosità, la ricerca, la dedizione e l’atteggiamento […]

Vincenzo Orsatti

approccio stimolante ed educativo

Dopo varie esperienze, ho trovato la mia “maestra” ed insegnante Silvia. Non a caso ho scritto la parola “maestra “ perché attraverso i suoi insegnamenti, Silvia, è riuscita a trasmettere il vero messaggio della disciplina che non si limita alla pratica esclusivamente fisica, ma rende consapevoli gli allievi di ciò che gli sta accadendo, nel […]

Sabrina Tonelli

Ogni lezione è una scoperta

Ho conosciuto Silvia 2 anni fa, per caso, sui social. Praticavo già Yoga ma è stato amore a prima vista. Già dalla prima lezione mi ha trasmesso fiducia, serenità e amore per la pratica e ho capito che era l’insegnante giusta per me. Ascoltare le sue lezioni e praticare con lei mi ha confermato l’indispensabile […]

Greta Carluccio

La sua passione è coinvolgente

Partecipo da un paio di anni alle lezioni di Silvia ed è stata l’unica che è riuscita ad avvicinarmi alla pratica yoga. Se fosse stata una semplice insegnante probabilmente avrei interrotto alla prima “scusa”, giustificata dal periodo Covid o dalla gravidanza. Trovo davvero interessante che ogni sua pratica si apra con un’introduzione sul significato di […]

VIrginia Violini

riesce anche a dare stimoli di riflessione sempre interessanti

Studiare con Silvia va molto oltre il semplice esercizio fisico: ad ogni lezione imparo qualcosa di nuovo e mi innamoro sempre di più dello Yoga. Durante le sue lezioni, Silvia non solo propone sequenze di asana e pranayama o meditazioni stimolanti, ma riesce anche a dare stimoli di riflessione sempre interessanti. Grazie a lei, ho […]

Giada Righini

Praticare con lei è più di una semplice lezione di yoga

Incontrare Silvia è stato per me un meraviglioso dono dell’universo. Lei ha la potenza di una guaritrice dell’anima, capace di penetrare in fondo al cuore con il suo sorriso e il suo sguardo. Praticare con lei è più di una semplice lezione di yoga. È un’esperienza di benessere, un trattamento di bellezza per l’anima intera. […]

Valentina Contento

trasmettere l’insegnamento profondo e la filosofia di Vita Spirituale

Con Silvia è stato amore a prima vista, un paio di anni fa. Ci siamo incontrate “per caso” e ho sentito di voler praticare con lei. Viviamo lontane, perciò l’ho seguita quasi sempre online, ma la sua energia dolce e incoraggiante arriva anche tramite pc! Ciò che più mi lega al suo insegnamento è l’amore […]

Chiara Pulin
Seguimi sui profili social!
Quando leggevo testi spirituali che descrivevano un modello di devozione totale al maestro, mi sentivo manchevole. Ma più cercavo di forzarmi in quella direzione, più qualcosa in me resisteva.
Poi, attraverso le parole di Rudolf Steiner, ho trovato uno spiraglio, una prospettiva diversa. Quella che vede il maestro come un essere umano che ci cammina accanto, specchiandoci la nostra stessa possibilità di evolvere.
Ed è qui che il mio cuore ha trovato pace.

Perché ho compreso che non è sbagliato non provare devozione totale verso una figura incarnata. Non è un difetto o una mancanza. È un modo diverso, e secondo Steiner profondamente attuale, di camminare il sentiero spirituale.
Ed è qui che nasce la grande opportunità: quella di vivere con consapevolezza il rapporto con un maestro, rendendolo un laboratorio di trasformazione interiore.

Osservando consapevolmente le nostre ferite, desideri nascosti, punti fragili che lui ci mostra, potremo attraversarli, trasformarli, trascenderli. Senza aspettarci che sia lui a colmarli e guarirci.
Il vero maestro, qualunque volto abbia, ci conduce sempre più vicino al nostro centro, là dove ogni luce e ogni ombra possono trovare pace ed integrazione.
Questa settimana nella Shala abbiamo esplorato questi temi.
Spero di trovarti con noi, in diretta o in differita, sul tappetino, per approfondire questi insegnamenti insieme! LINK IN BIO ❤️

#yogaonline #yogacommunity #yogateacher #yogaitalia #yogaayurveda #yoga #silliyogashala #yogalife

Quando leggevo testi spirituali che descrivevano un modello di devozione totale al maestro, mi sentivo manchevole. Ma più cercavo di forzarmi in quella direzione, più qualcosa in me resisteva.
Poi, attraverso le parole di Rudolf Steiner, ho trovato uno spiraglio, una prospettiva diversa. Quella che vede il maestro come un essere umano che ci cammina accanto, specchiandoci la nostra stessa possibilità di evolvere.
Ed è qui che il mio cuore ha trovato pace.

Perché ho compreso che non è sbagliato non provare devozione totale verso una figura incarnata. Non è un difetto o una mancanza. È un modo diverso, e secondo Steiner profondamente attuale, di camminare il sentiero spirituale.
Ed è qui che nasce la grande opportunità: quella di vivere con consapevolezza il rapporto con un maestro, rendendolo un laboratorio di trasformazione interiore.

Osservando consapevolmente le nostre ferite, desideri nascosti, punti fragili che lui ci mostra, potremo attraversarli, trasformarli, trascenderli. Senza aspettarci che sia lui a colmarli e guarirci.
Il vero maestro, qualunque volto abbia, ci conduce sempre più vicino al nostro centro, là dove ogni luce e ogni ombra possono trovare pace ed integrazione.
Questa settimana nella Shala abbiamo esplorato questi temi.
Spero di trovarti con noi, in diretta o in differita, sul tappetino, per approfondire questi insegnamenti insieme! LINK IN BIO ❤️

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64 5
Se hai praticato con noi hai scoperto che secondo Patañjali, uno dei metodi per calmare la mente è quello di concentrarci sul pensiero o sull’immagine di qualcuno che è libero dagli attaccamenti e dalle passioni umane.
Nella tradizione indicato con il termine “Vīta Rāga”, e con la figura del maestro spirituale.

Non mi sono mai sentita a mio agio con la parola Maestro, ancora meno a mio agio di fronte ai Guru.
Addentrarsi nel rapporto Maestro-allievo significa ripercorrere una storia millenaria fatta di devozione e trasformazioni profonde, ma anche di illusioni e ferite.
Il sapere, un tempo, veniva trasmesso da maestro ad allievo in una catena vivente chiamata paramparā: non semplice informazione, ma esperienza incarnata, trasmessa attraverso lo sguardo, la voce, il silenzio.
Oggi, il contesto è radicalmente cambiato. La conoscenza è ovunque, e questo impatta anche sulla relazione tra maestro e allievo.

Una cosa che ho imparato grazie agli incontri con persone che considero maestri, è che non è detto che ciò che vedi fare dagli altri sia la via giusta per te.
Per anni mi sono sentita “sbagliata”, non pronta, “mancante”. Col tempo ho compreso che alcuni sentieri sono fatti per essere percorsi senza un maestro incarnato, e che il maestro che cerchiamo potremmo trovarlo proprio dove non stiamo posando lo sguardo: dentro di noi.
Forse lo abbiamo già incontrato, forse anche più di una volta.
Questa verità mi ha liberata: ognuno di noi vive il rapporto con il maestro in modo unico e irripetibile. Non esiste una regola assoluta. Non esiste un modello da copiare.
Tu che cosa ne pensi? Ti leggo nei commenti 🧡

Con amore,
Silli

👉🏼 Stiamo parlando proprio di questi temi nelle nostre pratiche sulla Shala. Se vuoi approfondire insieme a me questi insegnamenti e continuare con noi il viaggio, ti aspetto nella Shala. LINK IN BIO ❤️

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Se hai praticato con noi hai scoperto che secondo Patañjali, uno dei metodi per calmare la mente è quello di concentrarci sul pensiero o sull’immagine di qualcuno che è libero dagli attaccamenti e dalle passioni umane.
Nella tradizione indicato con il termine “Vīta Rāga”, e con la figura del maestro spirituale.

Non mi sono mai sentita a mio agio con la parola Maestro, ancora meno a mio agio di fronte ai Guru.
Addentrarsi nel rapporto Maestro-allievo significa ripercorrere una storia millenaria fatta di devozione e trasformazioni profonde, ma anche di illusioni e ferite.
Il sapere, un tempo, veniva trasmesso da maestro ad allievo in una catena vivente chiamata paramparā: non semplice informazione, ma esperienza incarnata, trasmessa attraverso lo sguardo, la voce, il silenzio.
Oggi, il contesto è radicalmente cambiato. La conoscenza è ovunque, e questo impatta anche sulla relazione tra maestro e allievo.

Una cosa che ho imparato grazie agli incontri con persone che considero maestri, è che non è detto che ciò che vedi fare dagli altri sia la via giusta per te.
Per anni mi sono sentita “sbagliata”, non pronta, “mancante”. Col tempo ho compreso che alcuni sentieri sono fatti per essere percorsi senza un maestro incarnato, e che il maestro che cerchiamo potremmo trovarlo proprio dove non stiamo posando lo sguardo: dentro di noi.
Forse lo abbiamo già incontrato, forse anche più di una volta.
Questa verità mi ha liberata: ognuno di noi vive il rapporto con il maestro in modo unico e irripetibile. Non esiste una regola assoluta. Non esiste un modello da copiare.
Tu che cosa ne pensi? Ti leggo nei commenti 🧡

Con amore,
Silli

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50 7
Viaggiare sì, ma in equilibrio 🌿
Ecco i 5 oggetti ayurvedici che non mancano mai nella mia valigia ✈️✨
E tu quale@porterai con te? 

#yogaonline #yogacommunity #yogateacher #yogaayurveda #silliyogashala #ayurveda #ayurvedaItalia

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94 20
Ad Agosto siamo ancora in estate, ma la tonalità di oro dei raggi del sole è mutata, la luce è più obliqua.

È il tempo della gratitudine profonda per tutto ciò che è arrivato a compimento, ma anche il momento in cui cominciamo a percepire che la ruota ha già iniziato a girare verso l’oscurità.

È il tempo della danza tra abbondanza e impermanenza.
Da un lato, l’apice dell’estate: i campi colmi, la terra generosa, il corpo nutrito di sole e di vita.
Dall’altro, la consapevolezza che i giorni si accorciano inesorabilmente, che la crescita rallenta, che la luce ha invertito la rotta e si dirige verso il buio.
In questa tensione sottile il vento sussurra una delle sue lezioni più preziose: l’abbondanza è reale, ma è anche fragile.
Va celebrata, onorata, riconosciuta… proprio perché non è eterna.

Nella Shala onoriamo il tempo delle stagioni e l’insegnamento che porta. 

Ti aspetto lì 👉 link in bio 🧡

Con amore,

Silli

#yogaonline #yogacommunity #yogateacher #yogaitalia #yogaayurveda #yoga #silliyogashala #yogalife

Ad Agosto siamo ancora in estate, ma la tonalità di oro dei raggi del sole è mutata, la luce è più obliqua.

È il tempo della gratitudine profonda per tutto ciò che è arrivato a compimento, ma anche il momento in cui cominciamo a percepire che la ruota ha già iniziato a girare verso l’oscurità.

È il tempo della danza tra abbondanza e impermanenza.
Da un lato, l’apice dell’estate: i campi colmi, la terra generosa, il corpo nutrito di sole e di vita.
Dall’altro, la consapevolezza che i giorni si accorciano inesorabilmente, che la crescita rallenta, che la luce ha invertito la rotta e si dirige verso il buio.
In questa tensione sottile il vento sussurra una delle sue lezioni più preziose: l’abbondanza è reale, ma è anche fragile.
Va celebrata, onorata, riconosciuta… proprio perché non è eterna.

Nella Shala onoriamo il tempo delle stagioni e l’insegnamento che porta.

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Con amore,

Silli

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88 2
Lasciare andare non è rassegnazione. È fiducia, presenza, partecipazione morbida.

Per me, questo è il significato più autentico e profondo del lasciare andare: non è rassegnarsi, né “fare finta di niente”, ma smussare gli angoli del controllo, non limitarsi ad aspettare di arrivare, ma camminare. 

Lasciarsi vivere. Lasciarsi attraversare. Smettere di restare fermi sulla riva, ad osservare la vita da lontano, pieni di aspettative e rigidità, e invece entrare nel flusso, partecipare con morbidezza, fiducia e presenza.
E in shala, nella pratica, porteremo questo nel corpo: spalle, anche, bacino, psoas...i luoghi dove tratteniamo di più. 

Con il respiro come guida, scioglieremo, ammorbidiremo, lasceremo andare.
Quando il corpo si distende, la mente si rilassa e il cuore trova silenzio. A volte succede nella pratica o in meditazione. 

A volte basta una passeggiata nella natura, un abbraccio, una doccia calda che ci lava anche dentro.
Un corpo che si arrende, apre la via a una mente che può finalmente riposare.
Solo presenza. Solo vita.

Unisciti alla shala per fare questo viaggio con noi!
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Lasciare andare non è rassegnazione. È fiducia, presenza, partecipazione morbida.

Per me, questo è il significato più autentico e profondo del lasciare andare: non è rassegnarsi, né “fare finta di niente”, ma smussare gli angoli del controllo, non limitarsi ad aspettare di arrivare, ma camminare.

Lasciarsi vivere. Lasciarsi attraversare. Smettere di restare fermi sulla riva, ad osservare la vita da lontano, pieni di aspettative e rigidità, e invece entrare nel flusso, partecipare con morbidezza, fiducia e presenza.
E in shala, nella pratica, porteremo questo nel corpo: spalle, anche, bacino, psoas...i luoghi dove tratteniamo di più.

Con il respiro come guida, scioglieremo, ammorbidiremo, lasceremo andare.
Quando il corpo si distende, la mente si rilassa e il cuore trova silenzio. A volte succede nella pratica o in meditazione.

A volte basta una passeggiata nella natura, un abbraccio, una doccia calda che ci lava anche dentro.
Un corpo che si arrende, apre la via a una mente che può finalmente riposare.
Solo presenza. Solo vita.

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138 2
Patañjali ce lo dice fin dall’inizio: la mente si pacifica solo con Abhyāsa, la pratica costante… e Vairāgya, il “non attaccamento”.

Lo sentiamo spesso, ma lo capiamo davvero?

Senza una spiegazione profonda, questo concetto produce frustrazione e fraintendimento. Sembra impossibile da praticare, o lo confondiamo con freddezza e indifferenza.

In realtà, non attaccamento non è assenza di emozioni, ma la capacità di vivere pienamente, nella consapevolezza dell’impermanenza.

Mentre ciò che ci piace ci attacca, perché la mente si aggrappa al piacere.

E nel farlo, si perde: proietta aspettative, teme la perdita, non vive il presente.

Un meccanismo comunissimo, naturale, umano. Lo Yoga non ci dice che questo sia sbagliato, in fondo desiderare ciò che ci è piaciuto è più che normale, ma ci dice questo desiderio, se lasciato senza consapevolezza ci intrappola nella spirale della sofferenza.

E ci offre gli strumenti per uscirne.

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#yogaonline #yogacommunity #yogateacher #yogaitalia #yogaayurveda #yoga #silliyogashala #yogalife #vairagya #nonattachment

Patañjali ce lo dice fin dall’inizio: la mente si pacifica solo con Abhyāsa, la pratica costante… e Vairāgya, il “non attaccamento”.

Lo sentiamo spesso, ma lo capiamo davvero?

Senza una spiegazione profonda, questo concetto produce frustrazione e fraintendimento. Sembra impossibile da praticare, o lo confondiamo con freddezza e indifferenza.

In realtà, non attaccamento non è assenza di emozioni, ma la capacità di vivere pienamente, nella consapevolezza dell’impermanenza.

Mentre ciò che ci piace ci attacca, perché la mente si aggrappa al piacere.

E nel farlo, si perde: proietta aspettative, teme la perdita, non vive il presente.

Un meccanismo comunissimo, naturale, umano. Lo Yoga non ci dice che questo sia sbagliato, in fondo desiderare ciò che ci è piaciuto è più che normale, ma ci dice questo desiderio, se lasciato senza consapevolezza ci intrappola nella spirale della sofferenza.

E ci offre gli strumenti per uscirne.

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122 1
Se ti chiedessi: “Qual è l’opposto del fuoco?”, probabilmente risponderesti “l’acqua”. Questo perchè siamo abituati a pensare che un elemento spegne l’altro, che debbano escludersi.

Eppure, l’Ayurveda ci invita a spostare lo sguardo e ad osservare come siano profondamente simili. Lo so, è controintuitivo.

In Ayurveda, gli elementi si uniscono per similarità, e il dosha Pitta è composto proprio da fuoco e acqua. E, come abbiamo visto nell’approfondimento estivo, non è un errore. È un insegnamento.

Perché entrambi, fuoco e acqua:
– sono fluidi, si muovono, scorrono, cambiano forma
– trasformano: l’acqua scioglie, il fuoco cuoce
– non hanno forma propria, ma si adattano al contenitore in cui si trovano

Basta osservare la natura per vederli danzare insieme.
Il vapore che sale da una sorgente calda. La rugiada che evapora al primo sole. Il calore della terra che scalda le acque profonde. Non si oppongono. 

Collaborano.

Pensare al ciclo dell’acqua ci aiuta a comprendere questa danza. Quando l’acqua incontra il fuoco, si scalda, diventa vapore, sale al cielo. Poi si raffredda, torna liquida, diventa pioggia, neve, o rugiada. E ricomincia.

Forse il modo più autentico per comprendere come funziona la natura, e per sentirci parte dei suoi processi, è proprio ricordarli, rievocarli con lo sguardo di quando eravamo bambini, quando certi misteri ci sembravano sacri e semplici allo stesso tempo.
Perché spesso, i misteri più grandi capitano proprio lì, davanti a noi. 

E noi possiamo solo imparare a guardarli.

#yogaonline #yogacommunity #yogateacher #yogaitalia #yogaayurveda #yoga #yogalife
 #yogaayurveda #silliyogashala #ayurveda #ayurvedalifestyle #spiritualgrowth  #ayurvedaItalia

Se ti chiedessi: “Qual è l’opposto del fuoco?”, probabilmente risponderesti “l’acqua”. Questo perchè siamo abituati a pensare che un elemento spegne l’altro, che debbano escludersi.

Eppure, l’Ayurveda ci invita a spostare lo sguardo e ad osservare come siano profondamente simili. Lo so, è controintuitivo.

In Ayurveda, gli elementi si uniscono per similarità, e il dosha Pitta è composto proprio da fuoco e acqua. E, come abbiamo visto nell’approfondimento estivo, non è un errore. È un insegnamento.

Perché entrambi, fuoco e acqua:
– sono fluidi, si muovono, scorrono, cambiano forma
– trasformano: l’acqua scioglie, il fuoco cuoce
– non hanno forma propria, ma si adattano al contenitore in cui si trovano

Basta osservare la natura per vederli danzare insieme.
Il vapore che sale da una sorgente calda. La rugiada che evapora al primo sole. Il calore della terra che scalda le acque profonde. Non si oppongono.

Collaborano.

Pensare al ciclo dell’acqua ci aiuta a comprendere questa danza. Quando l’acqua incontra il fuoco, si scalda, diventa vapore, sale al cielo. Poi si raffredda, torna liquida, diventa pioggia, neve, o rugiada. E ricomincia.

Forse il modo più autentico per comprendere come funziona la natura, e per sentirci parte dei suoi processi, è proprio ricordarli, rievocarli con lo sguardo di quando eravamo bambini, quando certi misteri ci sembravano sacri e semplici allo stesso tempo.
Perché spesso, i misteri più grandi capitano proprio lì, davanti a noi.

E noi possiamo solo imparare a guardarli.

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Ogni passaggio di stagione è come una porta che si apre.
Entrare in quella porta, con consapevolezza, significa immergersi nel tempo che stiamo vivendo: nelle sue energie, nei suoi messaggi nascosti, nelle lezioni che ci offre.
Quando osserviamo il ritmo delle stagioni, non stiamo solo parlando di meteo o di calendario.
Stiamo ritrovando un legame antico.
Un filo sottile che ci ricorda che noi non siamo separati dalla natura, ma siamo la natura.
Ed è lì che ritroviamo direzione, nutrimento, senso.
Ora siamo nel cuore dell’estate.
Un tempo di luce piena, di frutti maturi, di raccolta.
Ma lo hai sentito anche tu?
Le giornate stanno già diventando un po’ più corte.
Il sole, al culmine della sua forza, ci sussurra che ogni apice contiene già il seme del ritorno.
E che il vero equilibrio sta nel danzare con questo ritmo, senza resistergli.
Io amo fermarmi, in questo momento dell’anno, per chiedermi:
Quali frutti ho coltivato dentro di me?
Il mio frutto più prezioso, quest’estate, è l’amore per me stessa: un amore che cresce piano, che mi insegna a guardarmi con occhi nuovi, più dolci e grati.

✨ E tu, quale frutto dell’estate vuoi raccogliere dentro di te?
Raccontamelo nei commenti: scriverlo è il primo passo per onorarlo. 🌿

#yogaonline #yogacommunity #yogateacher #yogaitalia #yogaayurveda #yoga #silliyogashala #yogalife #spiritualgrowth #crescitaspirituale #ciclicità

Ogni passaggio di stagione è come una porta che si apre.
Entrare in quella porta, con consapevolezza, significa immergersi nel tempo che stiamo vivendo: nelle sue energie, nei suoi messaggi nascosti, nelle lezioni che ci offre.
Quando osserviamo il ritmo delle stagioni, non stiamo solo parlando di meteo o di calendario.
Stiamo ritrovando un legame antico.
Un filo sottile che ci ricorda che noi non siamo separati dalla natura, ma siamo la natura.
Ed è lì che ritroviamo direzione, nutrimento, senso.
Ora siamo nel cuore dell’estate.
Un tempo di luce piena, di frutti maturi, di raccolta.
Ma lo hai sentito anche tu?
Le giornate stanno già diventando un po’ più corte.
Il sole, al culmine della sua forza, ci sussurra che ogni apice contiene già il seme del ritorno.
E che il vero equilibrio sta nel danzare con questo ritmo, senza resistergli.
Io amo fermarmi, in questo momento dell’anno, per chiedermi:
Quali frutti ho coltivato dentro di me?
Il mio frutto più prezioso, quest’estate, è l’amore per me stessa: un amore che cresce piano, che mi insegna a guardarmi con occhi nuovi, più dolci e grati.

✨ E tu, quale frutto dell’estate vuoi raccogliere dentro di te?
Raccontamelo nei commenti: scriverlo è il primo passo per onorarlo. 🌿

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