Ayurveda Applicato allo Yoga

Perché Yoga e Ayurveda Sono Scienze Sorelle [e perché fare Yoga senza conoscere l’Ayurveda potrebbe farti male]

Per anni ho praticato Yoga senza avere la minima idea di cosa fosse l’Ayurveda, come accade spesso purtroppo.

Fino al punto che lo Yoga stava facendomi del male.

Nonostante la mia disciplina nella pratica, una dieta che credevo equilibrata e sana, ricca di vegetali crudi e cereali integrali, stavo male. La mia tiroide era continuamente infiammata, dandomi febbre e dolori al collo che solo il cortisone placava.

Non capivo. Eppure praticavo asana e pranayama ogni giorno. Eppure mi nutrivo in modo sano…

L’Ayurveda mi diede le risposte e la guarigione.

Nel mio secondo viaggio studio in India ho vissuto per circa un mese con una ragazza indiana che era nella mia stessa città per studiare l’Ayurveda e osservandola nella sua quotidianità è nata in me una grande curiosità.

La sera, quando ci trovavamo a cucinare e mangiare insieme, la tempestavo letteralmente di domande. Quella ragazza mise dentro di me un seme che ha iniziato a germogliare lentamente.

Oggi sono alla fine di un percorso di studi triennale in Ayurveda…anche se mi sento di aver appena sporcato la punta delle dita dell’immenso mondo che è l’Ayurveda, una cosa credo di averla capita:

Yoga e Ayurveda sono profondamente connesse. 

Da quando ho scoperto questo legame per me è impossibile pensare alla mia pratica Yoga senza fare riferimento all’Ayurveda.

Per un motivo molto semplice: una non esiste senza l’altra e hanno lo stesso scopo, scopo che si raggiunge grazie alla loro interazione.

Yoga e Ayurveda sono scienze sorelle che si sono sviluppate insieme e nel corso della storia si sono influenzate ripetutamente una con l’altra.

Fanno parte dei grandi sistemi della conoscenza vedica secondo i quali tutto l’Universo è un unico sé e la chiave per accedere alla coscienza sta nella nostra mente e, soprattutto, nel nostro cuore.

Ma facciamo un passo alla volta.

Cos’è lo Yoga?  

Non è una filosofia, non è una ginnastica spirituale, non è una religione…è una prospettiva nuova, è un percorso di autorealizzazione, che copre ogni aspetto del nostro essere (fisico, mentale, emotivo, spirituale).

Ci insegna come spostare la consapevolezza dall’identificazione esteriore corporea confinata nell’ego e portarla verso il sé immortale che dimora nel cuore. Ci aiuta a capire chi siamo veramente, oltre le emozioni, i pensieri, le idee, i ruoli, oltre il corpo. Oltre tutto ciò che cambia. Ci riporta alla nostra essenza più pura e autentica.

Passo 2:

Cos’è l’Ayurveda? 

Letteralmente Ayu significa VITA e veda CONOSCENZA. L’Ayurveda è quindi la Conoscenza della Vita. 

Insomma…già il nome racchiude la sua immensità.

È uno dei più antichi sistemi di medicina olistica del mondo.

Lo scopo dell’Ayurveda è alleviare le malattie corporee e mentali e promuovere il benessere fisico e psicologico. Ma la meta ultima dell’Ayurveda classico, come del resto quello dello Yoga classico è l’autorealizzazione, la forma più elevata di guarigione.

Ed ecco che queste due discipline, percorrendo strade diverse, arrivano allo stesso scopo finale.

Per l’Ayurveda infatti ogni patologia ha origine nell’intelletto, cioè ogni disturbo o malattia si origina da uno squilibrio interiore.

L’Ayurveda ci indica il modo per ottenere una salute ottimale, non solo per godere delle cose esteriori ma per donarci sufficiente energia per proseguire la ricerca yogica.

Ayurveda e Yoga insieme formano una disciplina completa che con straordinaria vitalità e creatività può trasformare tutti i livelli dell’esistenza, dal livello fisico fino ai livelli spirituali più profondi del nostro essere.

Patanjali, negli Yoga Sutra, testo cardine dello Yoga, parla di 9 ostacoli che possiamo incontrare nel nostro cammino verso l’autorealizzazione.

Il primo ostacolo che ci indica è la malattia. 

In presenza di malattia non possiamo proseguire la ricerca spirituale. Banalmente, se abbiamo un semplice dolore al ginocchio, la nostra meditazione sarà disturbata perché la mente sarà focalizzata su quel dolore.

Uno stile di vita Ayurvedico ci aiuta a evitare la malattia e vivere a lungo. Anche perché il raggiungimento della consapevolezza a cui mira lo Yoga ha bisogno di tempo. Tempo. La consapevolezza sboccia lentamente.

Adottare uno stile di vita Ayurvedico prevede la connessione della nostra vita con la Natura e l’Universo, prevede il riequilibrio di corpo, mente e anima attraverso la connessione con la nostra vera natura e il nostro Sé.

L’Ayurveda non è una moda, non è uno stile di vita sostenibile ed equilibrato. È fluire con la Natura. Ci insegna il linguaggio della vita per poter vivere in armonia con l’Universo ed evolvere, non solo a beneficio di noi stessi, ma di tutto il cosmo, di cui siamo parte integrante.

In Ayurveda la vera guarigione avviene quando sintonizziamo il nostro microcosmo con il macrocosmo di cui siamo il semplice riflesso. Questo ci connette con la saggezza innata che c’è dentro ognuno di noi.

L’altro grande insegnamento che per ora mi sento di aver assimilato è che mi ha fatto letteralmente innamorare dell’Ayurveda è questo: l’Ayurveda riconosce le diversità: ognuno di noi è un essere unico e irripetibile e quindi non possiamo percorrere quindi tutti la stessa strada.

Non esiste una ricetta valida per tutti, sia da un punto di vista di alimentazione, che di massaggio, che di preparati ayurvedici che di pratica Yoga.

Ogni individuo è il frutto di una combinazione unica di elementi e questa combinazione unica crea quella che viene definita costituzione Ayurvedica.

Scoprire la propria costituzione significa conoscersi meglio e riuscire a scegliere il tipo di pratica yoga più adatta a noi e personalizzare la nostra pratica affinché sia efficace e possa rilasciare i suoi pieni benefici.

Se fai pochi progressi nella tua pratica probabilmente sei sul sentiero sbagliato.

Attenzione: questo significa che non esistono stili di Yoga giusti o sbagliati, siamo noi ad essere tutti diversi, e per giunta cambiamo continuamente, quindi per dirla con le parole del grande maestro Krishnamacharya, è la pratica che deve adattarsi al praticante e non il praticante alla pratica. 

Questo per me è il nodo centrale. La base da cui partire.

Comprendere il proprio tipo costituzionale è importante quindi non solo per individuare la dieta e lo stile di vita più adatti a noi ma anche per dare il giusto indirizzo alla nostra pratica yogica.

Per raggiungere la destinazione in modo facile è sicuro bisogna avere un veicolo adatto alla tipologia del percorso.

Ora naturalmente tu vuoi sapere la tua costituzione Ayurvedica, lo so.

Lascia che ti dica una cosa. L’Ayurveda è una cosa seria. È una vera è propria medicina. In India si studia all’Università. Quindi se vuoi una visione accurata devi rivolgerti ad un medico Ayurvedico.

P.S. Qui sul mio sito c’è un test che può darti qualche indicazione e qualche consiglio, niente di più. Ti prego di tenere a mente che si tratta solo un’indicazione.

Puoi accedere al test DA QUI. Riceverai una serie di consigli e indicazioni ayurvediche personalizzate 🙂

 

 

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